Volterra

Posta sulla sommità di un colle, in magnifica posizione panoramica sullo spartiacque tra le valli dei Fiumi Cecina ed Era, sorge in posizione isolata Volterra, che conserva le testimonianze di trenta secoli di storia. L’odierno centro della città è costituito dalla struttura urbana medievale, costruita all’interno della originaria cinta muraria etrusca, che aveva uno sviluppo ben superiore(oltre 7 Km).
Benchè l’impressione prevalente per il visitatore sia quella di un centro medievale con le strette viuzze, le case torri e le tradizionali sedi del potere politico e religioso, sono ancora numerosi i segni delle civiltà precedenti. Del periodo etrusco sono ancora visibili imponenti tratti di mura, mentre sull’Acropoli sono evidenti i resti di due edifici templari ed uno dei monumenti simbolo di Volterra è la maestosa Porta all’Arco (IV sec. a.C); infine i resti delle necropoli con tombe ancora visibili in loc. Marmini. Del periodo romano, il nucleo più rilevante è il complesso di Vallebona, con il teatro di età augustea e con gli edifici termali databili al IV sec. d.C. La cinta medievale, edificata nel XIII sec., conserva in gran parte la sua struttura, nonché molti degli accessi originari alla città: Porta S.Francesco (o porta Pisana, posta a nord-ovest), Porta Fiorentina( detta di S. Agnolo, posta a nord), Porta Docciola (con l’annessa fonte, posta a nord-est), Porta a Selci (costruita nell’XVI sec. posta ad est), Porta all’Arco (già facente parte della cinta muraria etrusca, orientata verso il mare a chiudere il Cardo Maximus della città in senso opposto al cosiddetto Portone o Porta Diana, orientata a nord), Porta S.Felice (con l’annesso complesso di fonti, costa ad ovest). Il cuore della città medievale è costituito dalla bellissima Piazza dei Priori, dominata dall’ omonimo Palazzo, risalente al XII sec. e considerato il più antico palazzo comunale della Toscana, fronteggiato dal Palazzo Pretorio, con la torre merlata del Podestà, la statua detta del “Porcellino”. Alle spalle del Palazzo dei Priori, a dimostrare la separazione tra il potere temporale e il potere spirituale si apre la Piazza S. Giovanni con la Cattedrale del XII sec., edificata in forme romaniche che conserva numerose opere del periodo medievale e rinascimentale. Di fronte si erge il Battistero, edificio del XIII sec., a pianta ottagonale, con un portale romanico, un altare decorato da Mino da Fiesole e un fonte battesimale con bassorilievi di Andrea Sansovino. Nell’architettura civile si distinguono le notevoli Torri dei Buonparenti e dei Buonaguidi, nonché le case torri Toscano; all’epoca rinascimentale appartengono il Palazzo Minucci-Solaini, sede della Pinacoteca, Palazzo Inghirami, Palazzo Ruggeri, Palazzo Viti. In campo religioso, numerosi sono gli edifici di pregio: la chiesa di S. Francesco del XIII sec, a cui è affiancata la Cappella della Croce di Giorno, affrescata da Cenni di Francesco nel 1410 con episodi della “Leggenda della S. Croce “; la chiesa di S. Michele Arcangelo, edificata nel XII sec. con una notevole facciata romanica, che conserva una pala del Pomarancio ed una terracotta di scuola robbiana; la chiesa di S. Girolamo, del XV sec. ,che presenta al suo interno e nelle cappelle ai lati del portico notevoli opere, tra cui terracotte policrome di Giovanni Della Robbia e una Annunciazione di Benvenuto Di Giovanni; la chiesa di S. Giusto ,del XVII sec., di imponenti dimensioni, edificata su progetto del Coccapani in posizione dominante. La silouette della città è poi dominata dalla Fortezza Medicea, che si erge sulla sommità del colle volterrano con il suo notevole sviluppo, costituita dalla Rocca Antica (edificata nel 1345) e della Rocca Nuova (costruita dopo la conquista da parte dei fiorentini, tra il 1472 e il 1475). Dalla parte opposta della città, sulla imponente voragine delle Balze (originata dall’azione erosiva delle acque meteoriche sul deposito arenaceo sovrastante gli stati argillosi) sorge la Badia Camaldolese, il cui impianto originario risale all’XI sec. e che nei secoli più recenti dovette essere abbandonata per il pericolo di frane.
La fama di Volterra nel mondo è dovuta, oltre che ai numerosi monumenti ed opere d’arte, alla peculiare lavorazione dell’alabastro, varietà microcristallina di gesso, utilizzato fin dall’VIII sec. a.C., con una notevolissima produzione di urne cinerarie nel periodo etrusco, tra il VII e il I secolo. Su queste è imperniato la raccolta del Museo Etrusco Guarnacci, con una collezione di oltre 600 urne (tra le quali la più famosa è quella “degli sposi”), nonché di gioielli,monete,vasi,bronzi votivi (tra cui spicca la celeberrima “Ombra della sera”). La Pinacoteca e il Museo Civico presentano opere pittoriche dal XIV al XVII sec., tra le quali le più significative sono la grandiosa Deposizione del Rosso Fiorentino, il Cristo in Gloria del Ghirlandaio, la Sacra Conversazione e l’Annunciazione di Luca Signorelli, i Polittici di Taddeo di Bartolo e di Cenni di Francesco. Completa il quadro il Museo Diocesano di Arte Sacra, che ha sede nel Palazzo Vescovile e presenta una pregevole collezione di parati e di oggetti sacri, di sculture trecentesche, nonché dipinti di Daniele Ricciarelli del Rosso Fiorentino. Di notevole interesse anche la Biblioteca Guarnacci e l’annesso Archivio Storico, con la loro ricca collezione di volumi, codici miniati, incunaboli.
Tutto il vasto territorio volterrano presenta poi, in una ragguardevole varietà di ambienti, un ricco repertorio di risorse storico-architettoniche immerso in un pregevole contesto naturalistico: con un itinerario in senso orario, partendo dall’alta Val d’Era, oltre al borgo di Villamagna, si incontrano ville, pievi, fattorie, in caratteristici agglomerati come Pignano, Sensano, Palagione, Ulignano, Scopicci, nei pressi della cuspide ofiolitica di Monte Nero (Riserva Naturale), separata dal torrente Strolla ,con le sue cascatelle dai resti della Pieve e del Castello della Nera. A sud della statale n. 68 si apre una vastissima area boscata, con la foresta di Berignone-Tatti, contraddistinta dai castelli di Luppiano (a nord) e dei Vescovi (noto anche come “Torraccia”, a sud) e dominata dal caratteristico borgo di Mazzolla. Chiudendo il cerchio da sud-ovest sul bacino pliocenico delle colline argillose, superato il poggio di Scornello,con la sua antica villa, si entra nella zona delle “Moie vecchie”, area caratterizzata dallo sfruttamento delle polle di acqua salsa per l’estrazione del sale, da cui si è poi sviluppato il centro di Saline di Volterra.
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24 Agosto 2010
